Viral
di Francesca Pace
Appuntamenti quotidiani
di Marta Borroni

La rubrica vuole essere appunto un viaggio mentale e di suggestione fra tutti quelli che possono essere i nostri appuntamenti quotidiani di vita: incontri, viaggi, ricette, persone e volti che si mescolano all’interno delle nostre giornate tra hobby, passioni, lavori e rapporti.
Esperienze di vita con un tocco di Marta, per riscoprire quanto l’esistenza sia simile per tutti e che solo noi, al tempo stesso, sappiamo renderla unica.

Dorothy Due punto Zero
di Simona Pastorella

Una moderna Dorothy Gale vi accompagnerà per mano nel suo giovane mondo fatto di sogni, pensieri ed emozioni. Storie di coraggio, cervello e cuore si confondono in un’epoca di sentimenti digitalizzati, fra un passato trasognato e un presente vivo. Nessun filtro: tra superstizione e verità, tra realtà e fantasia, viaggiate con Dorothy dentro e fuori l’Irpinia

La farloccosofa
di Maria Clara Valenti

Le storie che più mi piacciono sono quelle in cui avviene qualcosa di assurdo e imprevedibile. Le cerco, le ascolto e provo ogni tanto a raccontarle. Quello che ne viene fuori a volte è una filosofia farlocca che condenso in perle, nella speranza di diventare un giorno un guru di fama internazionale.

Principiante
di Michele Maria Genna

“Ma, secondo me, siamo tutti nient’altro che principianti, in fatto d’amore”. Rubo a Raimond Carver questa stringa ben riuscita di parole (ringraziandolo con profondo affetto, naturalmente) per dirvi cosa cercherò di fare con questo spazio letterario. Ho voglia di cominciare una storia con voi. So qualcosa di come vanno questi affari, di solito. Ma, se Carver ha ragione, qualcosa mi dice che ci sorprenderemo.

In bilico
di Adele Musso

Storie in equilibrio precario. Si raccontano luoghi e sentimenti uomini e donne che camminano sul fili sottili e senza rete del quotidiano.

Parlando di flamenco
di Petra Khalil
Alla finestra
di Ramona Corrado

Da bambina consumavo ore a guardare la gente che passava sulla strada: in macchina o a piedi, persone sole o accompagnate, con un cane o un ombrello. Fantasticavo su che vita avessero, dove stavano andando, o qual era il loro punto di vista su di me. Ore intere se ne andavano così. Raramente in seguito ho avuto tutto quel tempo da dedicare all’osservazione. Me lo prendo adesso. Mi metto a una ipotetica finestra su una strada immaginaria e guardo cosa c’è oltre il vetro. Là fuori il mondo è ricco di piccoli pensieri e grandi emozioni.

Piani inclinati
di Anna Quatraro

Scorci di vita guardati da una prospettiva obliqua e non alienata, storie che nascono dalla messa in discussione delle proprie abitudini e convinzioni. “Cambiando punto di vista, inclinando lo sguardo, si può accedere a molteplici zone sconosciute di se stessi e degli altri per abitare un ruolo diverso dal solito.”

Retropensieri
di Cristina Armato

Retropensieri. Storie dalla terra di mezzo tra testa e pancia, dove abitano le cose che nutrono il cuore. Frizzanti e schiumose onde di lontani grovigli amari, antidoti in quotidiane dosi, accolgono frammenti di ricordi leggeri e dolci retrogusti, balsamo da spalmare generosamente sulla pelle.

Disaccordi in scala minore
di Oreste Bevelli

Vivo a Palermo dove sono nato. Come tutti i palermitani amo e odio la mia città. Dopo università e lavoro adesso studio batteria jazz. Ho scritto e scrivo, parlo e mi piace ascoltare senza interrompere. Viaggiare mi piace, basta che il viaggio non duri oltre i venti giorni. Mi dovrei descrivere ma ho difficoltà a selezionare la parte di me che più potrebbe essere di vostro gradimento e perciò, a parte la descrizione fisica, che è quella che è, vorrei soltanto segnalarvi il fatto che le mie qualità hanno una scadenza. Esse infatti mutano ogni quarantotto ore e pertanto occorre aspettare a domani. La mia rubrica è Disaccordi in scala minore.

Terra di mezzo
di Marco Aragno

 La Terra di Mezzo è una regione di Arda, l’universo immaginario fantasy creato dallo scrittore inglese J.R.R. Tolkien. Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli si svolgono interamente nella Terra di Mezzo, così come parte de Il Silmarillion e dei Racconti Incompiuti. Tolkien preparò diverse mappe della Terra di Mezzo e delle regioni dove le sue storie hanno luogo. Le mappe della Terra di Mezzo, tuttavia, mostrano solamente una piccola parte del mondo; la maggior parte delle terre non sono mostrate. La Terra di Mezzo si trova nella nostra Terra, in un passato immaginario lontano circa 6mila anni, in quello che è oggi  l’Europa nord-occidentale. La Terra di Mezzo non è altro che un affascinante termine usato per indicare il pianeta in cui viviamo. Qui si racconta d’un altra Terra di Mezzo, come quella una piccola parte del mondo che non compare sulle mappe.

O tempora o mores
di Marco Aragno

Ok, i costumi cambiano come cambia la società. Lo diceva già Cicerone. Però se l’Arpinate avesse visto i selfie, Facebook, Berlusconi e la farfalla di Belen avrebbe detto “Che tempi di merda!“, abdicando persino all’eleganza del suo latinorum. Io con questo rubrica non arriverò a tanto: curerò la rabbia e lo schifo con siringate di ironia. Non cambia però lo scopo che si propose il buon Cicerone nelle Catilinarie: prendere a mazzate gli italici costumi.

TwoBoysOneTrip
di Marco Girelli

Sono “Two Boys” che vi racconteranno del loro “One Trip”.

Two” perchè viaggiamo in coppia. Perché sono una coppia.

Boys” perché è un turismo possibile.

One” perchè è unico ed irripetibile.

Trip” perchè sará piú di un viaggio.

FAREMO IL GIRO DEL MONDO. Con un budget di 20 € al giorno. Scommetti che ce la facciamo?

Amore d’acciao
di Antonio Messina

Un punto di vista diverso sulle auto, raccontate con amore.Pochi sono interessati alla disposizione dei cilindri. a pochi interessa se guidiamo una trazione anteriore, posteriore o integrale. L’auto è compagna di vita, prima alcova, Ricordi importanti, i primi viaggi, le prime consapevolezze di essere diventati adulti. Musica, aria dai finestrini aperti, amici, amori, rifugio per pensare. Giri a vuoto di notte per dimenticare. Quattro ruote per scoprire il mondo.

NonChalant
di Sere Domenici

Nonchalant , perché con nonchalant si può dire di tutto. Aborro da sempre la volgarità, ma l’ironia e l’autoironia possono salvare il mondo, a patto che sia tutto fluido e scorrevole, con Nonchalance, appunto…

Và pensiero
di Anna Annaloro Patti

Và pensiero: riflessioni, ricordi, aneddoti, incontri e fantasie da un palco d’opera.

L’opera dentro le mie orecchie per trasferirla a tutti attraverso le descrizioni e le suggestioni che questa forma d’arte suscita agli occhi, le orecchie e l’anima dello spettatore.

Biglietto di sola andata
di Arianna Marin

Non c’è niente di più emozionante del tenere in mano unBiglietto di Sola Andata e sapere che a partire questa volta sarai proprio tu.

Ne ho comprato uno anch’io parecchio tempo fa e -ci credi?- sono ancora in viaggio, perché ho scoperto che ogni destinazione è anche un ottimo punto di partenza e che in ogni luogo ci si lascia sempre un po’ di cuore.

E’ così che nasce questa rubrica, più che altro un inventario dei profumi, dei sapori, delle persone e dei paesaggi che sono la vera meta del mio vagabondare. Vuoi unirti a me? Si parte ogni giovedì: porta l’entusiasmo, al biglietto ci penso io!

Insardevoli Diari
di Annalisa Insardà

Anch’io volevo un diario come Brigetgions…

InsardeVoli Voli
di Annalisa Insardà

Gli InsardeVoli Voli per sognare e riflettere.

E ricordare

che a volte neanche al mare

basta un solo sussulto di risacca

per cancellare un’orma.

Soli opposti
di Enrico Geretto e Chiara Coppola

La verità sta nelle piccole cose. E nell’altro lato delle medaglie che tutti noi conserviamo nel terzo cassetto o ci portiamo in giro, senza girarle. Perché c’è sempre il lato nascosto della luna; e anche dei soli. Storie di riflessioni sui contrari che, lo scopriremo insieme, sono nient’altro che complementari. Le nostre mani –quattro– ai due opposti dello stivale.

Sesto continente
di Isabella Maffei

Una rubrica dedicata all’elemento acqua. Dolce, salata, di fiume, lago o mare… sempre d’acqua si parla.

Questo è “Sesto Continente”, un forziere colmo di tesori: avventure vissute in prima persona dall’autore , che sempre sospeso tra terra e mare, cerca di emozionare raccontando di viaggi alla scoperta di una nuova frontiera: il Sesto Continente, appunto.

Bombillas de luz
di Chiara Coppola

Bombilla de luz in spagnolo significa “lampadina”. Me l’ha detto una cassiera simpatica al supermercato per mettere fine al mio mimare i raggi di luce con le dita. Dicono che l’Erasmus sia una delle esperienze più entusiasmanti e formative nella vita di uno studente. Io vi racconto il mio Erasmus da 10 mesi a Barcellona: storie di feste, incontri, viaggi, università, lontananza, pentoloni di sangria nei quali si tuffano accenti, culture e voci diverse. Prendete una copa e assaggiate l’intruglio cosmopolita.
Bombillas de luz sono le lucine luminescenti che ogni giorno mi solleticano la mente. Barcellona è piena d’interruttori.

PsiCose
di Alessio Pescara

PsiCose è una rubrica a cuor leggero di psicologia. Ciò vuol dire che tratta cose attinenti a vari ambiti della psicologia, ma non è, e non vuole essere, né un manuale di psicologia né tanto meno, per rassicurare gli eventuali lettori psicologi, un modo frivolo, distratto ed errato di rappresentare, e sintetizzare in pillole, gli argomenti. Ogni giorno sempre più persone si mostrano interessate a sapere come funziona la loro testa: come può un’illusione ottica può ingannare la percezione? perché le persone pur sapendo che una cosa fa male continuano a farla? Oltre a queste risposte, e ad altre ancora, la speranza è che questa rubrica possa far nascere tante domande, confidando nel fatto che queste possano portare più lontano di ogni risposta.

Storytracks
di Alessio Pescara

“Veramente molto carino il sito, molto bella l’idea, però secondo me ci vorrebbe qualcosa in più a livello musicale…”
“Perchè non lo fai tu?”
Così nasce Storytracks, rubrica di musica e vita vissuta, da me o da qualcun altro, perché in fondo c’è sempre un filo rosso che unisce tutte le storie nell’unica grande storia che ci accomuna. L’idea è quella di offrire un modo diverso di ascoltare musica aggiungendo una dimensione ulteriore, quella della narrazione, senza la pretesa (né la volontà) che questo sia un modo migliore di altri.

Approdi
di Stefano Raspa

Approdi è uno spazio da immaginare come infinito e dai colori ibridi e plastici. È una zattera costruita su acque fluide e mobili, a tratti pericolose oppure semplicemente troppo esuberanti per farsi cavalcare a regimi normali.

Questa zattera navigherà per un arcipelago frantumato di conchiglie: esperienze e storie di vita vissuta in prima persona, andando a sbattere e naufragando ogni volta su di un frammento diverso, dato che il mare che la imbriglia riesce ad unire e abbracciare molte rive, confondendo e illudendo ogni distanza.

In alcune occasioni  la rotta sconfinerà tra le onde, raccontando spaccati di vite culturalmente ed emozionalmente distanti, esperienze lucide e  fughe verso paesi lontani. In altre la piccola chiatta andrà alla deriva verso realtà più vicine, connettendo passioni come cinema e letteratura ma anche sensazioni, umori e istinti che, si spera, saranno degni di nota.

Perché il mare in cui queste (come tutte) storie umane si diffondono è lo stesso in cui si perse Herman Melville: un inafferrabile fantasma della vita, topos dei desideri e della nostalgia e custode fedele di tutto ciò che non si può spiegare, ma nemmeno si può tacere.

Siete saldamente ancorati?

S’inizia a scivolare veloci, soffiati alla deriva sulle conchiglie intessute  di questi approdi primordiali.

#iloveischia
di Simona Bellocci

Un biglietto del treno. Un altro dell’aliscafo. Un uomo che – una notte – approda su un’isola. Quello doveva essere l’ultimo viaggio prima di morire di sua madre. Di lei invece gli rimangono un desiderio inespresso e quel biglietto dell’alta velocità. Un casale in mezzo alle vigne, affittato a tempo indeterminato, appena sopra Ischia porto. Una vespa senza benzina. Un cane, Vasco. Una porta blu, all’inizio di Via Roma. E una serie di domande alle quali, in una notte di aprile, non riesce a dare risposta. Una su tutte. Perchè sua madre aveva scelto quell’isola che non conosceva per finire i suoi giorni?

#Iloveischia è un romanzo web che vi catturerà con le sue emozioni, i colpi di scena, con i suoi personaggi veri, intensi, terreni. A fare da sfondo alle loro storie l’isola d’Ischia, le sue case scavate nel tufo, i tesori sommersi, le leggende, le terme sacre, il Castello Aragonese, la Torre di Guevara. Un’isola al centro del mondo, al centro dei desideri, sogni e speranze degli uomini. Un’isola da amare come una madre, una donna, da desiderare come un’amante. Quella da cui vuoi scappare ma dalla quale torni, ogni volta, contro ogni volere. Che ti attrae come una Sirena. Ti canta la vita. Mentre tu guardi il mare. E tu l’ascolti, ammaliato. Inebetito. Vivo.

Valigia avida di sogni
di Simona Bellocci

I sogni. Dicono che siano roba sdolcinata, da femminucce o da deboli. Io invece credo tutt’altro. I sogni sono roba da gente coraggiosa. Gente viva, che la notte non dorme, perché c’è da guardare lontano, anche dove non arriveremo mai. Io sono avida di sogni. Li assaporo, li mastico, li respiro. Ne faccio vita e giorni. Minuti e passi. Li tengo stretti negli occhi, così da non dimenticarmi che non sono solo pensieri ma piuttosto obiettivo. Traguardo. Li tengo dentro una valigia. Così da portarli con me, quei sogni. Da non lasciarli per strada. Nasconderli dagli altri, proteggerli prima di aprire la valigia, per fargli prendere il volo. Un po’ di quei sogni li porto qua, nelle trame della rete. Li faccio saltare, vivaci come bambini. Lascio che corrano, come un centometrista. Con il fiatone il sorriso sulle labbra. Li abbraccio e li ringrazio, prima di partire per una nuova strada. Per mille altre. Sempre in viaggio.

Angeli in Bicicletta
di Anna Bertini

Per le quattro settimane dell’Avvento, a puntate una storia di Natale che guarda alle grandi tradizioni del Nord, ai paesi freddi, alle atmosfere alla “Fanny e Alexander” di Bergman, e vuole mettersi nei panni dei bambini costretti a fare i conti con le diverse tradizioni e i diversi “personaggi” che le popolano. Chi porta veramente i doni, e perché… Chi di noi non se l’è mai chiesto; crescendo? Il racconto sarà accompagnato da quattro ricette di Francesca Pace, che “Conunpocodizucchero” farà tutto più dolce, avvicinandoci alla tradizione dei biscotti di Natale del nord Europa.

Alghero e lo Straniero
di Anna Bertini

Emozioni in leggerezza; trasgredire le scadenze, trovare luoghi profumati e vasti, da vivere sulla pelle. Incontri inaspettati, voci portate dal vento, sapori intensi. Storie dell’estate.

Me lo ha detto Ziggy Stardust
di Anna Bertini

Tra vivere e scrivere ci sta immaginare. Immaginare non fa parte solo della fantasia. Sin dalla tenera eta’ mi pareva che il piano del reale non potesse essere vivibile senza che la potenza dell’ immaginario vi entrasse dentro . Da ragazzina dicevo: “Me lo ha detto Ziggy Stardust!”. Sapevo cose. Me le dicevano i pezzi di musica più amati, i libri nei quali vivevo immersa, gli artisti che apprezzavo. I luoghi magici, gli incontri importanti. Tutto raccontava, tutto ampliava il reale. E nella scrittura intrecciavo i piani. Per un certo tempo, crescendo, ho poi creduto erroneamente di dover scegliere tra scrivere e vivere.

Ho avuto paura che ci fosse dell’inettitudine, a immaginare cose, inettitudine a viverle. Ma no, non c’e’ demarcazione, la fantasia rivela. La mia rubrica sara’ appunto il logos di questo incontro tra reale e immaginario. Facci un salto!

Cronache alcoliche
di Be One

Le nostre giornate sono scandite da ritmi prestabiliti, da etichette che cerchiamo di rispettare, da sorrisi forzati, saluti di cortesia e chiacchiere sul tempo. Tutto questo rigido e faticoso insieme di regole, a cui tutti tentiamo di attenerci, va a puttane dopo due birre, o dopo qualche buon bicchiere di vino. Io sono BeOne, e potete leggerlo sia in Inglese che in Italiano. Sulla mia spalla destra c’è Alfred, la mia scimmia. Un primate egocentrico e raffinato che, mio malgrado, continua a trascinarmi ogni weekend in giro per locali, per piazze, per concerti, festival e baretti. Ne abbiamo passate tante insieme, abbiamo bevuto molto insieme, abbiamo soccorso amici che hanno bevuto più di noi, abbiamo conosciuto persone, ascoltato le loro storie, li abbiamo provocati, siamo fuggiti, ci siamo fatti male in ogni parte del corpo… Queste sono le mie Cronache Alcoliche, e le condivido con voi affinché possiate sorridere, giudicarmi, riflettere e, i peggiori di voi, riconoscersi in qualcuna delle mie storie. Del resto, come citava qualcuno, nessuna grande storia comincia con un’insalata.

La Canoa di Carta

Questa è una rubrica che vorrebbe parlare di letteratura e di libri e delle suggestioni che i libri sono in grado di regalare. Perché ogni volta che iniziamo a leggere sappiamo da dove partiamo, ma non sappiamo mai né dove arriveremo, né chi saremo una volta approdati dall’altra parte. I libri rappresentano compagni fedeli di un viaggio individuale alla scoperta di noi stessi, non solo delle cose del mondo. Da un pensiero a un altro, da un’esperienza a un’altra, da una vita a un’altra, anche se rimaniamo seduti sul nostro divano. La canoa come simbolo di un viaggio eccitante e faticoso verso l’altra sponda di una storia. E poi La Canoa di Carta è anche un omaggio a uno scritto di Eugenio Barba, grande innovatore del teatro contemporaneo e incontro speciale che ha cambiato la mia vita.

Amarcord
di Ramona Corrado

AMARCORD (io mi ricordo).

Normalmente non ho una buona memoria. Non è un problema di demenza, è che non ce l’ho mai avuta, la memoria. Anche quando andavo a scuola studiare era un problema se non potevo ragionare sull’argomento e fissare le cose essenziali in modo logico piuttosto che mnemonico. Tuttavia ci sono momenti della vita passata che ritornano, si riaffacciano tra i neuroni, richiamati da qualcosa di attuale, simile ma diverso da loro.

Passato vuol dire altra epoca. Con questa rubrica spero di riuscire a fissare quei flash di un’altra epoca che ogni tanto, nel mezzo del cammin della mia vita, vengono a trovarmi. Per non dimenticarli mai.

Padri e figlie
di Otello Marcacci

Esiste un rapporto più forte e delicato di quello che intercorra tra padre e figlia?

Non c’è donna che non si sia mai chiesta una volta se devono al proprio padre il loro modo di essere. Concetti come autostima e rapporto con l’altro sesso su tutto.
Eppure la figura del padre nella cultura latina è spesso sottovalutata preferendo sempre mettere al centro di tutto il ruolo della madre. Che è certo fondamentale, specie nei primi anni di vita. Tuttavia il ruolo maschile in fase adolescenziale è determinante.
E non è affatto facile. Anzi.
E si fanno un mucchio di errori.
Io, poi, più di tutti.
E così, per punizione, ho deciso di raccontarmi.

C’era una volta in America
di Laura Gagliardi

C’erO una volta in America è il cine-racconto che ci porta in viaggio con Lora attraverso la sua permanenza negli Stati Uniti d’America. Il titolo fa riferimento al film di Sergio Leone, basta solo cambiare la lettera O. Un misto tra racconto e copione di film, questa rubrica vuole essere emozionante, per seguire lo stile “facciunsalto”, divertente, e un po’ simpaticamente pazza, come la protagonista, tale da trasportare il lettore in un mondo fatto non solo di parole ma anche immagini suscitate da descrizioni in stile film.

Ozzienotes
di Laura Gagliardi

Ozzie, per chi non lo sapesse, è l’Australia, come è chiamata dai locali. Ozzie Notes, quindi, sono gli appunti australiani. I miei. Un’italiana errante per qualche tempo per le strade della terra “down under”, alla ricerca dell’Eldorado della vita. Partita solo con me stessa, la squadra si è ampliata dopo tre mesi. Emozioni, paure, problemi, novità, esperienze, e chi più ne ha più ne metta, saranno tutti elementi di questa rubrica che non vuole essere una relazione tecnica dettagliata, ma un diario personale, uno spogliarsi umilmente e timidamente davanti agli occhi dei lettori che sono liberi di commentare, giudicare, o partecipare emotivamente al viaggio di questa parte di vita.

Wonder Social Woman
di Francesca Zelli

Per mestiere faccio la Social Media Specialist. O la Web Community Manager. Scegliete il nome che vi fa impicciare meno la lingua quando lo dite ad alta voce.

In pratica: rispondo alle mail, gestisco blog e social network di un’azienda.

Il problema è che lo faccio da casa, il che lo fa sembrare, da anni, un lavoro di serie B.

Così, ho deciso: con questa rubrica divento la paladina che difende i lavoratori autonomi dalle discriminazioni di quelli che si devono alzare tutte le mattine alle 7 per andare in ufficio. E rosicano.

Missesfits
di Francesca Zelli

Immaginiamo che l’identità virtuale sia il superpotere dell’internet. Ha un lato negativo non da poco: il rischio elevato di schizofrenia. Quello positivo, d’altro canto, è il ripulire la vostra bella personcina da tutti i fronzoli a cui la vita la costringe e il lasciare visibile la parte migliore: quella senza brufoli, senza ciccia, senza r moscia, problemi umorali, e vari ed eventuali da inserire sotto l’etichetta “odio la gente”.

Questa rubrica si chiama Missesfits. E Missesfits sono io, Francesca, con il superpotere. Quindi, in pratica, senza la cadenza romana, senza brufoli, senza quella cosa che fa mentre è molto concentrata a seguire un ragionamento, quella cosa del mordersi di continuo le labbra.

Missesfits è quella sicura, che cerca di farvi divertire, ha una visione precisa e colorata della realtà, e nasce per scriverla sul web. Lo fa mordendosi le labbra, ma voi questo non lo vedete.

Con Missesfits si va a spasso per l’Italia, spesso sui treni, e si guardano i piccoli avvenimenti di ogni giorno come una grande commedia di cui ridere sempre, sempre, sempre… Almeno un po’.

Il calcio spiegato a…
di Giorgio D'Amato

Il calcio è un gioco di elevata complessità, a cominciare dal pallone che è formato da 12 pentagoni e 20 esagoni. Ogni categoria umana merita una sua spiegazione.

Io guardo
di Giorgio D'Amato

Ci sono due modi per mettere un filtro all’offerta televisiva:

uno scolapasta davanti gli occhi,

oppure una moglie che dorme sul divano.

Cronache inutili
di Francesco Colonna

Le cronache sono un po’ tutte inutili. Raccontano il già visto, l’accaduto ripetitivo. Sono ricche di stupore, come se ogni evento fosse una scoperta e non una riscoperta. Perché narrano non di scienza, che progredisce e muta, ma di umani. Da millenni simili a se stessi, con buona pace delle culture, delle religioni, dei tempi e delle civiltà. Parlano di sentimenti, quelli che ci rendono diversi eppure simili gli uni con gli altri. Perché sentimenti e ragioni sono lì, immobili nei millenni. E noi tutti mostriamo tutte le volte di stupirci, giusto per non cadere in depressione.

Note Stonate
di Francesco Colonna

Annotazioni su come siamo, come vorremmo essere, e come lo specchio ci riflette.

Tontoleide
di Francesco Tontoli

Grullagini, stoltezze, e altre innocenti qualità umane che fanno tornare al primitivo stato di pulizia, lo sguardo di chi osserva il mondo.

Senza frontiere
di Giacomo Sini

Viaggiare è da sempre stata la passione più grande di Giacomo, che tra il 2011 ed il 2013 ha cominciato ad affrontare sempre più lunghe tratte di viaggio via terra, attraversando mezzo continente asiatico ed i Balcani. Nel 2013, dopo aver tentato per anni di arrivare via terra dall’Europa a Samarcanda, in Uzbekistan, ha deciso di partire per un viaggio di oltre due mesi alla scoperta dell’Asia centrale. Non felice dell’obiettivo da raggiungere ha preso la decisione di cominciare un lungo viaggio dall’Estonia attraversando la Russia, il Kazakstan, l’Uzbekstan, il Kyrghzstan, l’Afghanistan approdando poi in Iran, nel Kurdistan iraniano e in Iraq del Nord (Kurdistan irakeno). Dopo essere arrivato ad Arbil, si è spinto nel Kurdistan turco, e poi in Anatolia, approdando nella città che lui chiama “la mia seconda casa”, Istanbul, e dirigendosi infine nei Balcani attraversando Bulgaria, Serbia, Bosnia ed Hercegovina, Kosovo, Montenegro ed Albania e rientrando così in Italia da Tirana. Senza frontiere è la storia di questo lungo viaggio tra variegati incontri, esperienze straordinarie, paesaggi mozzafiato e conflitti politici e sociali.

B/N
di Petra Khalil

B/N, quel misterioso avvertimento accanto al titolo di un film che sembra dire: “Guarda che questo film durerà tre ore, gracchierà tutto il tempo e potrai notarci tutte le magiche sfumature dell’asfalto. Uomo avvisato…”
Ma proviamo a rivedere questi film che sanno tanto di nonni, dopoguerra e bei tempi andati. Secondo me qualcosa di interessante ne uscirà fuori, e vi potranno emozionare tanto quanto il più saturo dei colori.

LèggereLeggèro
di Francesca Marone

Letture consigliate o meglio raccontate perché ci si è affezionati ad un personaggio o si vorrebbe andare a cena con l’autore o si vorrebbe essere un personaggio del libro. Astenersi recensori, critici, intellettuali boriosi, sapientoni, collezionisti di premi, aspiranti letterati, noncuranti della bellezza delle parole, dispregiatori di filastrocche e della girella. Graditi quattrocchi, bevitori di rossi, saltatori di corda e ricamatrici di pizzi. P.S. Non si accettano recensioni ingessate!

La signora senza cagnolino
di Francesca Marone

La signora senza il cagnolino desidera da sempre un cane ma poiché detesta i peli di troppo alla fine ha optato per un bel guinzaglio da portare a spasso per la sua città. Non sporca e non lascia tracce dietro sé ma fa amicizia con tutti ed è felice di portare a casa ogni giorno un po’ di umanità. Nel suo profondo si crede un po’ snob solo perché si è ispirata al titolo di un racconto di A. Cechov ma lei con l’età ha capito che è meglio non scendere nel profondo perché planando leggeri sulla vita si scoprono tante sfumature ben più interessanti. Le piace osservare ed ascoltare la gente, smette solo per scriverci su.

15 interno 1
di Enrico Geretto

Mi sono ricordato di lui, un’altra volta. Stavo staccando le foto per l’ultimo trasloco che avrei fatto in quella città. E c’era lui. Una foto in un parco. Lui suonava la chitarra e io cantavo. Quanta vita era passata da quel giorno, quanti capelli si erano imbiancati, quanta strada. Sarei stato in quella casa un’altra oretta. Mi ordinai di rimanere seduto perché tutte le cose lì dentro mi avrebbero fatto viaggiare nel tempo. Una casa, un giardino; storie, ricordi, sensazioni vere.

Quattro piani a piedi
di Federico Mosca

…e mille appartamenti per ogni piano.
Chi sei? insieme a Cosa vuoi? sono, per alcuni, domande alle quali è difficile trovare una risposta.
C’è un appartamento dentro ognuno di noi, siamo abitati in media dalle mille alle quattromila persone perciò viene da sé che metterle d’accordo tutte è un’impresa.
Ma non disperate, c’è abbastanza tempo per bussare a tutte le porte e conoscere tutti i condomini.
C’è solo un piccolo ostacolo: serve coraggio.
Tra una contraddizione e un’altra, io comincio.

Il piglio del prof.
di Enrica Rivello

…ed il mio blog trasloca qui, perché di tanto in tanto bisogna aprire le finestre e far cambiare aria.

Trovo che scrivere sia una gran fatica, perché la fantasia è un posto dove ci piove dentro e a volte non hai l’ombrello o sei troppo pigro per aprirlo.

“So benissimo che il lettore non ha bisogno di sapere tutto questo, ma io ho bisogno di raccontarlo” (J.J. Rousseau)

Saggezza popolare
di Massimiliano Maccaus

Arbitro cornuto, governo ladro, Roma ladrona. Ci sono i luoghi comuni. Siciliani mafiosi, milanesi lavoratori, napoletani imbroglioni. Poi, ci sono le generalizzazioni, che sono luoghi comuni anche loro, ma puzzano un po’ più di razzismo. Entrambi sanno di becero, d’ignorante e di stantio, eppure ci sono e tutti, in fondo in fondo, in qualche minima misura diamo loro credito. Eccone un’altra, di generalizzazione. Appena scritta, una riga fa. Accade ogni volta che si usa il partitivo tutti, perché tutti, in fondo, non esiste. C’è però dell’altro, in questo solco d’ignoranza primigenia che rispondendo a un primordiale istinto di semplificazione preferisce fare di tutta l’erba un fascio invece che separare il buono dal marcio e rendere a ciascuno il dovuto. Un ristretto ambito di Saggezza popolare, fatta della fortuna che aiuta gli audaci, di gente che non potrà rosicare se non avrà prima risicato, e di gatte che presto o tardi, nel puntare al lardo, ci rimetteranno una zampetta. In questa rubrica cercherò di sgombrare il campo dai luoghi comuni, e indagherò la saggezza di quelli che furono, prendendo spunto da un proverbio a settimana per scoprire se e quanto i loro motti siano ancora attuali, e quanto ci abbiano visto giusto, con la loro saggezza popolare.

Cattivi propositi
di Massimiliano Maccaus

Tutti noi abbiamo delle convinzioni. Che derivano dal nostro percorso, e sono proprio nostre. La chiesa, per chi la frequenta. La famiglia, la scuola, il luogo di lavoro. Ci influenzano, ci stimolano, ci propongono valori, sistemi di causa ed effetto, opinioni, convinzioni. Già, convinzioni. Perché quel che capita è che, nel confronto con l’altro – da quando il nostro modo di stare al mondo, e di pensare, s’è fatto maturo e s’è cristallizzato, diventando monolitico – spesso non facciamo altro che tentare di rafforzare, ad ogni modo, la prospettiva del mondo e delle cose che abbiamo fatto nostra, e che ci connota. Invece di aprirci alle idee altrui, le respingiamo. Invece di metterci costantemente in discussione, insistiamo nel tentativo disperato di autoaffermarci continuamente, quasi che cambiare idea sia peccato capitale, quasi che il vacillare d’una certezza sia per forza indice di debolezza, e mai invece di sagacia, mai di curiosità, mai d’onestà intellettuale. Ecco com’è nata l’idea di questa rubrica. Dove, per autoaffermarmi, esporrò convintamente quel che non penso; sarò io stesso il terremoto dei miei propri convincimenti, e chissà che facendolo non cambi idea sulle cose e sui fatti che mi circondano, che le idee che ho sempre fermamente rigettato al mittente non facciano breccia nel mio pensiero, e mi ritrovi in breve tempo fascista, antisemita, sessista e omofobo e ateo e abortista. Chissà che, in fin dei conti, non mi stia sbagliando da una vita, e gli altri abbiano avuto sempre ragione. E’ questo il mio cattivo proposito. E per portarlo avanti, dovrò intingere la penna nella merda. Sarò molto cattivo, molto poco educato, e fin troppo scorretto. Chissà che poi non mi sembri, infine, che l’inchiostro profumi.

Google Trends
di Massimiliano Maccaus

Come le notizie vanno e vengono è uno dei più grandi misteri dei nostri tempi. Si tramanda che anni addietro nelle scuole di giornalismo si dicesse che se un cane morde un uomo non è una notizia, mentre lo è se un uomo morde un cane. Ai tempi di twitter l’assioma non è più vero, e la rete fa ogni giorno figli e figliocci, cani e cagnozzi, disapplicando le regole del giornalismo tradizionale ed ergendo a fenomeno del momento fatti insignificanti, che s’impongono su tutti i fronti mediatici con la stessa forza che avrebbe la scoperta d’un nuovo continente.

Tutto questo per durare il tempo d’un baleno, un guizzo nel fiume delle mainstream news, perché un attimo dopo l’ingordigia d’una nuova notizia porterà la pistola dei giornalisti a sparare nuovamente, e poi ancora, un colpo dopo l’altro. A ripetizione. Perché sulla notizia non conta verificare, non descrivere, non approfondire. Non più. Conta solo essere i primi. Primi a batterla, primi a lanciarla, primi su Google, la Grande G, primi nei click, nella pubblicità, nel conto in banca. E se nel frattempo si sbaglia, si diffama, si calunnia, s’inventa, portate pazienza. Fa parte del gioco; è il giornalismo moderno, bellezza, quello duepuntozero, dove l’esercizio di verificare le fonti ti colloca nell’età della pietra, ai tempi del telefax e della Lettera 23.

Esplorerò Google Trends, lo strumento principe dei giornalisti web, l’arma che spia le ricerche degli utenti per rivelarne gusti e tendenze, affinità ed esclusioni. Un delatore universale e potentissimo, miniera d’oro per chiunque voglia spopolare in rete cavalcando l’onda del successo altrui. Ficcandoci dentro il naso, ogni settimana vi racconterò cosa si bisbiglia all’orecchio di Mountain View, nel modo più irriverente possibile.

Stop & Rewind
di Claudia Fabbricatore

La musica ci accompagna, la musica ci fa crescere, la musica è vita.

Vi racconterò quello che c’è di me in tutto ciò che ascolto, note e parole.

ARTEteca
di Valentina Caldarelli

Ho sempre pensato che l’arte potesse salvare l’umanità, più della penicillina e proprio come un virus spero di contagiare il maggior numero di persone, specialmente coloro i quali sbadigliano al solo suono della parola “museo” . Non essendo in grado di dare lezioni d’arte a nessuno, il mio scopo con ARTEteca è quello di riuscire ad attirare l’attenzione su qualcosa che è spesso lasciato in secondo piano. Cercherò di farvi vedere con i miei occhi ogni opera o artista, per provare a trasmettervi quelle emozioni che mi ha suscitato. Se ai viaggi culturali, preferirete il mar dei Caraibi, beh, vi capirò, ma allora viaggiate col pensiero anche insieme a me, per pochi minuti alla settimana e potrò dirmi soddisfatta.