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Doriana ti guarda dritto in faccia, è un dialogo al cellulare, come siamo abituati a fare oramai tutti noi, risultato della contemporaneità sociale a sua volta frutto di un lento scivolare su un piano impercettibilmente inclinato, davvero pochissimo, da non avvertirlo, però sufficiente per spingere tutti in una sola direzione, come si fa con le briciole su una tovaglia del dopo cena. Tutti ammucchiati per essere scaraventati in un unico secchio.
Sembra un Istant-movie, ma non lo è, visto che i riferimenti temporali appartengono al primo lockdown che ha interessato l’Italia. Eppure ci risiamo, come se questi lunghi mesi si fossero atomizzati in un’unica bolla, dove tutto è vero, dove è come se tutto il dolore, il rimpianto, la disperazione esistessero sul serio, ma in un eterno presente, accumulati sullo spazio esiguo di un ripetitivo e unico attimo di vita.
