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C’è un fastidioso caldo afoso. Dicono sia una bolla d’aria calda. Dicono. Ogni anno dicono la stessa cosa, e ogni anno, in questo stesso periodo, è estate. No dico, perché sembra una cosa straordinaria che a luglio faccia caldo e quand’anche il surriscaldamento globale e il buco dell’ozono ci mettano del loro, farla tragica come la fanno certi telegiornali mi pare un tantinello esagerato. Allarmismo stucchevole che cerca il sensazionalismo a tutti i costi. “Attenzione agli anziani, fateli bere molto”. No perché tutti lasciamo a secco gli anziani, anzi no, gli svuotiamo proprio i serbatoi. Ovvietà mordi e fuggi. “Mangiate tanta frutta e verdura e state al fresco”. Ora, io voglio vederlo in faccia l’imbecille che con 36 gradi esce di casa alle due del pomeriggio se non per estrema necessità. Delle volte penso che i giornalisti, non tutti, alcuni, soprattutto quelli di certe emittenti private, non ci facciano, ci siano proprio.
Intanto il caldo afoso continua a fare il suo corso perché sì, sarà estate almeno fino a settembre, qui in Sardegna anche a fine ottobre se tutto va bene. Insomma, se non entriamo nella logica che il
Come se il caldo torrido fosse davvero una notizia da sbattere in prima pagina.
caldo è di stagione, non come le arance che a luglio vengono vendute che nemmeno a Natale se ne trovano così tante, allora possiamo anche fare la valigia e partire per la Norvegia, se si hanno le possibilità per farlo. Ecco, se potessi sparirei proprio da quest’italietta che mi sta stretta, e non certo per il caldo, ma sarebbe una buona scusa. Che poi non si tratta solo del caldo, stanno arrivando anche un sacco di animali strani, o meglio, non autoctoni.
L’altro giorno ho ucciso una vespa orientalis a casa mia. Si l’ho proprio uccisa, so sorry. Del resto loro uccidono le api. Le aprono in due come una cozza e ne risucchiano l’interno, che non è proprio una bella morte. E che dire del punteruolo rosso? Si, è arrivato anche da noi in Sardegna. Le palme dove abito io hanno tutte le fronde all’ingiù. Una tristezza unica. Alcune sono già diventate monconi protesi verso il cielo come a invocare una vendetta che non arriverà. E poi il colmo è che dove sto abitando ora si chiama Santa Maria la Palma. Tra poco Santa Maria sarà sufficiente. E pure lì fa caldo.
Un caldo che quando non soffia il buon maestralino amico si soffoca. Epperò il vento agita il mare e quindi non ci va bene nemmeno quello. Insomma, pretendere il fresco d’estate col mare calmo e possibilmente con l’acqua né troppo calda né troppo fredda mi pare un’assurdità.
Assurdo come dire a un tg di far bere gli anziani. Come se il caldo torrido fosse davvero una notizia da sbattere in prima pagina.
