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raccontiamo emozioni
Reg. Trib. Napoli n° 5/2020

Elisabetta Pinna

Copywriter eclettica, a volte confusa, ho un passato dal retrogusto artistico, tra palchi nelle piazze e tv regionali, ma la prima passione rimane la scrittura. Sono mamma, felicemente per caso. Con la maternità ho scoperto nuovi punti di vista, scoperchiando il vecchio concetto di “isolitudine”. Mi definisco sardinentale per l’attaccamento alla mia terra e aver vissuto nella Capitale. La mia rubrica è Il figlio di Eva, fateci un salto!

di Elisabetta Pinna

per la rubrica Il figlio di Eva
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L’equazione del figlio unico

Non ho mai amato troppo i numeri, ma ho scoperto ben presto che essere figlio unico implica un’equazione matematica abbastanza 

di Elisabetta Pinna

per la rubrica Il figlio di Eva
in Contatti Si legge in 3 minuti

Fotografie post mortem

Le sorprese sul web non finiscono mai. L’altro giorno mi sono imbattuta, anzi sono stata fagocitata da alcune fotografie post 

di Elisabetta Pinna

per la rubrica
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La pietà dell’acqua di Antonio Fusco

L’acqua del Lago di Bali, come una pietosa coperta, ne preservò il ricordo e diluì in essa l’immenso dolore. Questa 

di Elisabetta Pinna

per la rubrica Il figlio di Eva
in Contatti Si legge in 4 minuti

Festa di Halloween, il mio week end horror

Io la festa di Halloween la adoro. Mi è sempre piaciuta, in barba allo spirito nazionalista. Che poi nazionalista di 

di Elisabetta Pinna

per la rubrica Il figlio di Eva
in Contatti Si legge in 3 minuti

Arrivano i profughi

“Arrivano i profughi” diceva un titolone su un noto giornale locale. E loro sono arrivati, così, in sordina, senza che 

di Elisabetta Pinna

per la rubrica
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Alghero d’inverno

Alghero d’inverno ha il suo fascino. Lontano dalla mondanità, dal caos e dalla confusione dell’estate, la bella cittadina catalana diventa 

di Elisabetta Pinna

per la rubrica Il figlio di Eva
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Maternity blues

Maternity blues è il titolo di un film straziante. A guardarlo si ha la sensazione di essere presi a calci 

di Elisabetta Pinna

per la rubrica Il figlio di Eva
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I due amanti di Lu Riu

Lucia aveva lunghi capelli biondi e un sorriso da bambina. Amava correre scalza per le tanche, inseguendo le pecore che 

Cambiamento delle stagioni

SCAMPOLI DI PENSIERI

Elisabetta Pinna

Cambiamento delle stagioni

Ogni anno sempre la stessa storia: doversi adattare al cambiamento delle stagioni. Per molti è una cosa ovvia, naturale, scontata e impercettibile. Per me è un trauma. Non solo per il cambio degli armadi, che già di per sé è una bella seccatura. Detesto il caldo, i clacson che suonano al semaforo in città sotto il sole rovente delle 12, il sudore sul viso, il trucco che cola alle signore in fila alla posta. Dettagli. Ma sono i dettagli che fanno la differenza, quella che nella stagione fredda rende tutto un po’ più lontano e oggettivo e in quella estiva troppo, ma davvero troppo vicino a te.

Momenti

SCAMPOLI DI PENSIERI

Elisabetta Pinna

Momenti


E poi ci sono quei momenti in cui le assenze hanno un peso fin troppo tangibile. In cui ti viene voglia di prendere una foto e ricordare voci, volti, carezze, abbracci. Parole che risuonano come in una stanza vuota nell’archivio cerebrale. Gesti ed espressioni che ti graffiano lembi di cuore. Sguardi che cerchi, ma che sai che sono solo in quella foto. Fermi, fissati in un tempo x che non si può rivivere. Anche se ogni tua cellula grida e implora al niente.

di Elisabetta Pinna

per la rubrica Il figlio di Eva
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Fogu, quando la terra brucia

  Siamo in estate, fa caldo. Fin qui tutto bene. Bene per chi è in vacanza e riesce a placare 

E tu perché non me lo hai detto?

SCAMPOLI DI PENSIERI

Elisabetta Pinna

E tu perché non me lo hai detto?


Guardavo il tuo profilo solenne. Le ombre della sera iniziavano ad allungarsi. Avevi lo sguardo vago, come il sole che colava sul mare all’orizzonte. Pensavo fossi profondamente preso da chissà quali problemi esistenziali, bello e maledetto. Avrei voluto afferrarti e baciarti. Le occasioni però si dissolvono. Hai aspettato 26 anni per dirmi che sì, potevo anche piacerti, e te ne sei uscito fuori con un banale “E tu perché non me lo hai detto?”.

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