C’è una parte della moka che quasi tutti trascurano e che incide sull’aroma del caffè. Scoprirla può fare la differenza.
Il caffè preparato con la moka non è solo una bevanda, ma un rito quotidiano che scandisce i tempi della giornata. Il profumo che invade la cucina, l’attesa dei primi gorgoglii e il primo sorso ancora caldo sono gesti familiari, rassicuranti. Proprio per questo, quando il caffè inizia ad avere un gusto diverso dal solito, più amaro o meno intenso, si tende a dare la colpa alla miscela o all’acqua. Raramente si pensa che la causa possa essere nascosta all’interno della stessa caffettiera.
La moka, anche quando appare pulita, può trattenere residui invisibili che nel tempo compromettono l’aroma. È un aspetto poco considerato, perché riguarda una zona che non salta subito all’occhio durante la pulizia di routine. Eppure, è proprio lì che spesso si annida il problema, pronto a rovinare anche il caffè migliore.
Il punto nascosto della moka che incide sul gusto del caffè
Quando si lava la moka dopo l’uso, l’attenzione si concentra quasi sempre sulle parti più evidenti: il serbatoio dell’acqua, il filtro centrale e il bricco superiore. Tutto viene sciacquato con cura e lasciato asciugare, dando l’impressione che la caffettiera sia perfettamente pulita. In realtà, c’è un elemento che viene quasi sempre dimenticato: l’interno del filtro superiore.
Questa parte, apparentemente innocua, è soggetta all’accumulo di residui di caffè che, con il tempo, formano una patina scura e ostinata. Non si elimina con un semplice risciacquo e spesso resta lì per mesi, se non addirittura per anni. Ogni volta che la moka viene utilizzata, l’acqua calda attraversa quella superficie e assorbe aromi indesiderati, alterando il sapore finale del caffè. Il risultato è una bevanda meno equilibrata, con retrogusti amari che nulla hanno a che fare con la miscela scelta.

Il punto nascosto della moka che incide sul gusto del caffè – facciunsalto.it
Accedere a questa zona richiede un minimo di attenzione, ma non è complicato. Smontando con delicatezza il filtro superiore, si scopre una parte interna che raramente vede la luce. È proprio lì che si concentrano le incrostazioni più insidiose, responsabili di un caffè che perde fragranza e pulizia al palato.
Una volta individuata, la pulizia deve essere accurata ma delicata. L’acqua calda è sufficiente per ammorbidire i residui, permettendo di rimuoverli senza ricorrere a detergenti che potrebbero lasciare tracce indesiderate. Strofinare con calma e risciacquare bene consente di riportare il filtro alle condizioni ideali, restituendo alla moka la sua funzionalità originale.
Dopo aver rimontato la caffettiera, la differenza si percepisce subito. Il caffè torna ad avere un aroma pieno e pulito, senza note strane o persistenti. È una sensazione simile a quella del primo utilizzo, quando la moka nuova regala un espresso intenso e avvolgente. Prendersi cura di questo dettaglio nascosto non solo migliora il gusto del caffè, ma prolunga anche la vita della caffettiera, rendendo ogni pausa caffè un momento davvero appagante.








