Dopo anni di predominanza incontrastata delle cucine open space, si registra un significativo ritorno alle cucine chiuse.
Questa tendenza, che si sviluppa in parallelo con l’imminente stagione primaverile, si presenta come una risposta alle esigenze di funzionalità e comfort domestico, oltre a rappresentare un’evoluzione stilistica nel modo di concepire gli spazi abitativi.
Negli ultimi anni, la configurazione open space ha dominato l’arredamento delle abitazioni, favorendo la fluidità tra cucina e soggiorno e promuovendo un ambiente conviviale e socializzante. Tuttavia, il panorama del design d’interni sta registrando un’inversione di tendenza. Sempre più progettisti e appassionati di interior design scelgono di ripristinare le cucine chiuse, delimitate da pareti e porte, proprio come negli anni 2000.
Questo ritorno non è casuale: oltre a richiamare un’estetica classica e raffinata, la cucina chiusa offre vantaggi pratici non trascurabili. La possibilità di isolare gli odori di cottura, come quelli di frittura, è uno degli aspetti più apprezzati, così come la capacità di nascondere piatti e stoviglie sporche durante le visite di ospiti, preservando l’ordine visivo e l’atmosfera dell’ambiente soggiorno.
Inoltre, la separazione permette di creare un ambiente più raccolto e intimo durante i pasti, enfatizzando il calore familiare e la convivialità in uno spazio dedicato esclusivamente alla preparazione e al consumo del cibo.
Ottimizzare lo spazio nella cucina chiusa: soluzioni contemporanee
L’adozione della cucina chiusa non implica necessariamente rinunciare a comfort e funzionalità. Secondo gli esperti di design d’interni e aziende leader nel settore come Atim Spa, esistono numerose strategie per massimizzare lo spazio anche in ambienti di dimensioni contenute. L’organizzazione efficiente, attraverso sistemi modulari di ripiani, cassetti e pensili, consente di conservare in ordine stoviglie, utensili da cucina e piccoli elettrodomestici, mantenendo tutto a portata di mano.
Questi accorgimenti sono fondamentali perché la cucina resta il fulcro della vita domestica, dove si trascorrono molte ore, non solo per cucinare ma anche per socializzare e pranzare con la famiglia. La progettazione intelligente dello spazio, unita a una suddivisione netta dall’ambiente living, contribuisce a creare un ambiente domestico armonioso e funzionale.
Con l’arrivo della primavera 2026, momento tradizionalmente associato alla rinascita e al rinnovamento, aumenta la voglia di ristrutturare e rinnovare gli spazi della casa. Questo periodo si presta particolarmente alla progettazione di interventi di rinnovamento, come il passaggio da cucina open space a cucina chiusa, per rinnovare l’estetica e la funzionalità degli ambienti abitativi.
La primavera, stagione di bilanciamento tra luce e ombra, con l’equinozio che segna l’uguaglianza tra ore diurne e notturne, ispira un’attenzione rinnovata verso il benessere domestico. La scelta di una cucina separata rispecchia anche questa ricerca di equilibrio, offrendo uno spazio più intimo e accogliente, in cui il calore familiare può essere vissuto con maggiore intensità.

Cucina e design: un binomio che evolve (www.facciunsaluto.it)
Il ritorno alle cucine chiuse non significa un semplice revival estetico, ma piuttosto una reinterpretazione moderna del concetto di cucina, che integra comfort, funzionalità e stile. Gli interior designer contemporanei, infatti, propongono soluzioni che combinano la tradizionale suddivisione degli spazi con materiali innovativi, illuminazione studiata e arredi personalizzati che valorizzano ogni ambiente.
La cucina si conferma così il cuore pulsante della casa, ma con un nuovo volto, dove la privacy e la gestione degli spazi diventano elementi chiave. In questo contesto, la progettazione mira a creare ambienti che non siano solo belli da vedere, ma anche pratici e in grado di rispondere alle esigenze di una vita domestica dinamica e variegata.
Ripensare la cucina come un ambiente separato, quindi, significa abbracciare un modo di vivere la casa più consapevole e attento ai dettagli, senza rinunciare all’eleganza e alla modernità. Questa tendenza, che si sta consolidando in Italia e all’estero, rappresenta un invito a riscoprire il valore di una cucina che protegge, accoglie e ispira, proprio come accadeva all’inizio del secolo scorso ma con lo sguardo rivolto al futuro.








