La doccia perde pressione? Il soffione potrebbe essere intasato dal calcare. Tre metodi casalinghi per sbloccarlo senza spese.
Se il getto della doccia non è più quello di una volta, potrebbe non dipendere dalla pressione dell’impianto ma da qualcosa di molto più semplice: un’ostruzione nel soffione. I fori da cui fuoriesce l’acqua, infatti, tendono a bloccarsi nel tempo a causa dell’accumulo di calcare, cloro e detriti. Anche in assenza di grandi incrostazioni visibili, la struttura interna può essere parzialmente otturata, alterando il flusso in modo fastidioso.
Il problema si presenta più spesso nei mesi freddi, quando l’acqua calda favorisce la solidificazione dei minerali, e si manifesta con un getto debole o irregolare. Fortunatamente, non serve chiamare un idraulico né acquistare prodotti chimici costosi: bastano pochi accorgimenti casalinghi e un po’ di manualità per far tornare tutto come prima.
Aceto, smontaggio e immersione: tre soluzioni semplici ma efficaci
Il rimedio più immediato — e anche il più ecologico — è l’aceto bianco. Basta spruzzarlo tiepido direttamente sul soffione e strofinare con uno spazzolino o una vecchia spazzola da denti. In molti casi, già così si rimuove il calcare più superficiale che blocca i fori, facendo tornare il getto regolare. È importante sciacquare con acqua pulita e verificare se la pressione migliora.
Quando la sola frizione esterna non basta, si può passare al secondo metodo: l’immersione controllata. Si mescola una parte di aceto e una di acqua calda, si versa il tutto in un sacchetto di plastica robusto e lo si fissa attorno al soffione con un elastico o del nastro. In circa 30 minuti, l’acidità dell’aceto scioglie buona parte delle incrostazioni, anche nelle cavità più interne. È fondamentale non superare questo tempo, soprattutto con soffioni cromati o delicati, per evitare danni estetici.

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Infine, nei casi più ostinati, l’unica via è lo smontaggio completo del soffione. Con l’aiuto di una pinza rivestita o delle mani, si svita il pezzo (ricordando di chiudere prima l’acqua) e si pulisce l’interno con uno spazzolino. Questo approccio permette di rimuovere anche le impurità che si trovano in profondità, impossibili da raggiungere altrimenti. Una volta rimontato, la differenza si nota subito. Attenzione anche al momento del rimontaggio: controllare sempre la presenza delle guarnizioni, spesso causa di piccole perdite, e stringere con cura senza esagerare.
Non solo la doccia: gli altri punti del bagno dove si annida il calcare
Se il soffione intasato è un campanello d’allarme, altri oggetti in bagno meritano la stessa attenzione. Uno su tutti: il portaspazzolino. Spesso ignorato nelle pulizie settimanali, si rivela un vero ricettacolo di muffe e batteri, specie nei modelli chiusi o in ceramica.
Per disinfettarlo, si può lasciarlo in ammollo in acqua calda e sapone per almeno 10 minuti, quindi passare alla fase di sfregamento con una spazzola a setole fini. Se si vogliono eliminare anche i germi più resistenti, conviene procedere con una sterilizzazione a caldo: alcuni materiali possono andare in lavastoviglie, altri si possono passare sotto acqua bollente o immergere in aceto per mezz’ora.
Il consiglio, valido per tutto il bagno, è quello di osservare i segnali che indicano accumuli o occlusioni: getti d’acqua anomali, odori sgradevoli, macchie persistenti. Spesso bastano pochi gesti per evitare danni più gravi o fastidi quotidiani.
Il calcare, insomma, non aspetta. Ma con questi rimedi pratici e a costo zero, la manutenzione quotidiana del bagno diventa più semplice e alla portata di tutti.








