Viaggi

Un borgo ai piedi di un castello intatto: camminare in queste strade è un viaggio nel Medioevo

Castello di Gargonza
Uno scenario meraviglioso - (facciunsalto.it)

Il castello si erge imponente, dominato dal torrione merlato a pianta rettangolare, con una vista spettacolare sui paesaggi circostanti

Un testimone di secoli di storia. Questo affascinante borgo fortificato affonda le sue radici nel Medioevo, un periodo turbolento e segnato dalle lotte di potere tra le fazioni che dominavano l’Italia centrale.

Una testimonianza vivente di come il patrimonio culturale possa essere preservato e trasformato in risorsa turistica. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, permettendo ai visitatori di immergersi in un’atmosfera di pace e riflessione, circondati dalla bellezza senza tempo del territorio.

Un castello testimone della storia

Situato nel comune di Monte San Savino, in provincia di Arezzo. Le prime tracce documentate del borgo risalgono al XIII secolo. La sua posizione privilegiata, su una collina che permette una vista strategica sui dintorni, ne fece un punto nevralgico durante le contese tra guelfi e ghibellini, i due principali schieramenti politici e militari dell’epoca. Gargonza, infatti, divenne teatro di numerosi scontri, sia sul piano militare che diplomatico. Una delle storie più affascinanti legate al castello riguarda la presunta visita di Dante Alighieri nel 1304, quando il poeta avrebbe partecipato a un incontro tra i ghibellini fiorentini e gli aretini. Un incontro che, se confermato, rappresenterebbe un legame storico straordinario tra il castello e uno dei più grandi poeti della letteratura mondiale.

Castello di Gargonza

Il Castello di Gargonza – (facciunsalto.it)

Nel corso dei secoli, Gargonza fu teatro di numerosi eventi che ne segnarono le sorti. Nel 1309, il castello fu assediato dai fiorentini, un episodio che segnò l’inizio di un lungo periodo di instabilità. Nel 1381, la fortezza passò sotto il controllo della Repubblica di Siena, ma poco dopo fu di nuovo contesa dai fiorentini. Il punto culminante della violenza arrivò nel 1433, quando la popolazione locale si ribellò contro l’occupazione fiorentina. La reazione fu brutale: i fiorentini rase al suolo il borgo, lasciando intatta solo la torre, che ancora oggi svetta sopra il paesaggio circostante, simbolo di resistenza e storicità.

Il castello di Gargonza conobbe nuovi periodi di transizione nei secoli successivi. Nel 1546, passò nelle mani della famiglia Lotteringhi della Stufa, per poi essere acquisito dai marchesi Corsi nel XVIII secolo. Durante il periodo dei Corsi, il borgo venne trasformato in una vasta tenuta agricola, come molte altre proprietà nobiliari dell’epoca. Nel XIX secolo, la popolazione del borgo superava i 500 abitanti, a testimonianza della sua vivacità e della centralità che rivestiva nella vita agricola della zona.

Nel corso del Novecento, il borgo subì un progressivo spopolamento. Tuttavia, nel secondo dopoguerra, un ambizioso progetto di restauro venne intrapreso dal conte Roberto Guicciardini Corsi Salviati. L’obiettivo era quello di preservare il patrimonio storico e valorizzarlo in chiave turistica. Grazie a questa iniziativa, oggi il Castello di Gargonza è una meta ambita da chi cerca non solo un angolo di storia, ma anche un luogo di pace e bellezza naturale.

Il nucleo originario del borgo è ben conservato, con le tracce delle mura e la porta duecentesca che dà accesso alla piazza principale. In questa piazza si trova la Chiesa dei Santi Tiburzio e Susanna, edificata nel XIII secolo e restaurata nel 1928 dall’architetto Giuseppe Castellucci. Accanto al pozzo, la chiesa rappresenta uno dei punti di riferimento spirituali e storici del borgo.

Change privacy settings
×